Salpare verso le stesse: la ventennale fiaba di Solaris

Nel 1986 il panorama videoludico era molto diverso da quello odierno. Il suono stereofonico, i supporti digitali, persino le tre dimensioni erano territori lontani e probabilmente irraggiungibili agli occhi degli sviluppatori. Ciò che non mancava erano tuttavia due caratteristiche importanti ma destinate ad assottigliarsi sempre più nel corso degli anni: la curiosità e il coraggio. La programmazione destinata al mercato dei videogame veniva vista come un terreno alieno in cui era facile perdersi, ma ricco di appaganti sorprese; la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo, mai visto prima, era costantemente dietro l’angolo.

Atari 2600

Se oggi siamo ormai abituati al dominio incontrastato delle aziende nipponiche, 20 anni fa lo scenario era ben diverso. L’epoca di Atari, delle grandi software house a stelle e strisce, sembrava non finire mai, destinata a continuare per sempre. Come sia realmente andata la storia ormai è noto a tutti gli appassionati, con quella pesante “crisi dell’83” che rischiò di uccidere completamente il business dei videogiochi. Chi dice che Atari godesse della benedizione divina per essere sopravvissuta a così tante intemperie forse in parte ha ragione. L’incessante produzione di idee originali infatti non si interruppe in quel fatidico 1983, ma proseguì senza sosta in settori rivelatisi sempre-verdi per la compagnia californiana.

Mentre la maggior parte dei developers stava repentinamente abbandonando la nave alla volta del Giappone, un giovane americano bussò alla loro porta: Doug Neubauer. Egli si era già fatto conoscere grazie a Star Raiders, un pioneristico sparattutto a tema spaziale pubblicato per PC a 8 bit nel 1980. Ciò che lo rendeva veramente diverso dalla moltitudine di action presenti sul mercato erano l’incredibile varietà del gameplay e la stupenda grafica vettoriale, che purtroppo mal soffriva le limitazioni tecniche del tempo. Ma si sa, i limiti spesso fanno uscire il meglio da ogni supporto, tant’è che nel 1986 venne distribuito nei negozi americani Solaris, una misteriosa cartuccia per Atari 2600 nemmeno troppo pubblicizzata. I fortunati possessori del titolo si trovarono di fronte a un’esperienza impensabile per l’epoca, in quanto Solaris non era un semplice arcade spaziale come tanti altri ma una vera e propria avventura, una delle prime in assoluto.

Solaris Atari

Gli sforzi di Neubauer furono impressionanti, ma il programmatore riuscì in un miracolo. Per la prima volta fu implementata prepotentemente una tecnologia isometrica in grado di creare l’illusione del 3D, il tutto a una velocità incredibile. Nessuno sfarfallio o rallentamento, Solaris è uno dei pochi titoli per Atari 2600 che si può effettivamente completare. La trama sprizza “spirito 80s” da tutti i pori, inglobando fenomeni culturali tanto amati come Star Trek e Twilight Zone, permettendoci di esplorare un’intera galassia a nostro piacimento. Esattamente 30 anni fa vedeva la luce uno dei giochi più rivoluzionari della seconda generazione di home console, il primo a compiere un balzo verso lo spazio più profondo e (idealmente) verso il futuro.

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